Riserva No Kill Dora Baltea (Aosta)

Tipologia e principali caratteristiche della riserva di pesca

Pur scorrendo nelle vicinanze di centri abitati la riserva no kill della Dora Baltea è caratterizzata da una grande naturalità delle sponde e dell’alveo. Quando si è in acqua ci si trova completamenti immersi in un contesto naturale e suggestivo, cui fanno da sfondo le cime delle montagne circostanti.

La Dora Baltea ha regime nivo-glaciale, con portata molto elevata durante l’estate e portate ridotte nel periodo invernale. Il corso d’acqua è caratterizzato da acque limpide in gran parte dell’anno e da acque bianche di fusione nel periodo tardo primaverile ed estivo. Nel tratto di riserva lo scorrimento dell’acqua è mediamente lento (paragonato alla tipologia alpina) e sono presenti zone di deposito di sabbia medio fine e alcune soglie di fondo che creano interessanti bacini.

Tecniche e consigli di pesca

Nella riserva no kill della Dora Baltea si pratica principalmente la pesca alla trota, esclusivamente con rilascio del pescato.

Ad inizio stagione si può pescare a ninfa e streamer e, in alcuni momenti, si rivela vincente la pesca a secca a sommersa. Con il progredire della stagione e “l’ingrigimento” delle acque, ninfa e streamer diventano quasi obbligati. Invece verso autunno, da circa metà settembre in poi, la pesca a secca diventa veramente interessante.

Accessibilità e percorribilità riserva

La riserva è nelle immediate vicinanze di Aosta, il confine di monte è lo sbarramento CVA nel comune di Saint-Marcel, il confine di valle è al ponte carrabile che porta alle frazioni dell’envers nel comune di Chambave. La lunghezza complessiva è di circa 9,5 km, la quota media circa 550 m slm.

Le numerose strade presenti nell’area consentono l’accesso alla riserva in qualsiasi punto, arrivando sia da valle che da monte e su entrambe le sponde. In sponda destra è presente una pista ciclabile che costeggia gran parte della riserva e permette di raggiungere l’alveo agevolmente.

Per chi arriva in auto dall’autostrada A5, prendere l’uscita di Nus.

Aree di interesse presenti in zona

La riserva si trova nel tratto di Dora compreso tra Aosta e Saint-Vincent. Tra il capoluogo regionale e la cittadina che ospita il casinò e dà accesso alla valle del Cervino non mancano le possibilità di interesse e svago.

Degni di nota, nelle immediate vicinanze della riserva sono inoltre il Castello di Fenis, il MAV (Museo Artigianato Valdostano), e la pista ciclabile della Dora Baltea che permette di percorrere agevolmente in bici il tratto da Chatillon a Sarre. Lungo la ciclabile si trovano aree giochi, tra cui la più grande a Fenis, e zone per pic-nic.

Sul versante orografico destro della Dora, a 630 metri di altitudine, Saint-Marcel in epoche remote era noto per i suoi giacimenti minerari di manganese e calcopirite. Le miniere di Servette, coltivate sin dal tempo dei Romani per l’estrazione di rame e macine da mulino, sono oggi un museo a cielo aperto visitabile in compagnia delle guide. Oltre alle al sito minerario potrete visitare il Santuario di Plout, luogo di culto venerato fin dal ‘300 e dedicato alla Madonna e il Castello di Saint-Marcel in località Surpian di tipo “rural-residenziale” risalente al XIV-XV secolo.

Nus sorge sulla sinistra orografica della Dora, a 529 metri di altitudine, in corrispondenza della profonda gola che conduce alla Valle di Saint-Barthélemy dove si trova l’omonimo osservatorio astronomico. Base di importanti ricerche scientifiche, è uno dei luoghi più indicati per le osservazioni astronomiche, grazie a condizioni favorevoli, dovute principalmente allo scarso inquinamento luminoso. Situato nel centro del capoluogo, sorge il Castello di Pilato, fatto costruire dai Signori di Nus nel XII – XIII secolo. In seguito ad un incendio fu poi abbandonato dai proprietari in favore del Castello situato in collina. Deve il suo nome alla leggenda secondo la quale Pilato, in viaggio verso l’esilio in Gallia dopo la condanna di Gesù, vi avrebbe fatto sosta.

In Comune di Fénis proprio nei pressi della riserva di pesca sorge uno dei Castelli più suggestivi della Valle d’Aosta. Diversamente dagli altri manieri, costruiti per scopi bellici e di protezione, il Castello di Fénis non è situato sulla sommità di un promontorio, bensì su un lieve poggio privo di difese naturali. Unendo ai caratteri della fortificazione quelli della residenza signorile, il castello fu infatti la prestigiosa sede di rappresentanza dei maggiori esponenti della famiglia Challant. Oltre al suo irrinunciabile castello potrete visitare il Museo dell’Artigianato Valdostano di tradizione. Una panoramica del meglio delle opere in legno o in pietra della tradizione della Valle d’Aosta. A pochi metri dal castello, circa 800 oggetti tra manufatti d’uso e sculture raccontano l’artigianato del passato e del presente della regione autonoma

La riserva no kill termina nel Comune di Chambave. Accogliente Borgo circondato da spettacolari vigneti che dalla collina cingono il centro abitato. L’attività vitivinicola, favorita da un microclima povero di precipitazioni, è una delle maggiori ricchezze del paese sin dall’antichità. L’aromatico moscato di Chambave, in particolare, ha reso famosa questa località. La prima traccia della sua esistenza risale addirittura a metà del Trecento: un documento attesta che alcuni nobili donarono alla madre di Amedeo VIII di Savoia alcuni barili di Muscat di Chambave e dei capi di selvaggina


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